Nella giornata di Martedi 8 Maggio presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi sono stati aperti i lavori per il progetto EDUCA.
Sono state presentate le tre diverse realtà di Pemba, Belo Horizonte e Reggio Emilia, analizzate nel contesto socio- educativo.
La giornata è stata aperta da Carla Rinaldi, Presidente Reggio Children e Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi: “Questo centro, aperto nel 2006, è il luogo per tutti coloro che credono che i bambini siano il patrimonio più importante della comunità. E’ un centro dedicato alla ricerca, l’infanzia è vista come la massima risorsa del presente e del futuro. Educare vuole dire educarsi”.
Mrs. Macaé Evaristo: “Belo Horizonte è una metropoli che presenta una serie di sfide, il compito dell’educazione è ancora in divenire. Nella fascia dai 6-14 anni la copertura della scolarizzazione è al 100%, mentre sono carenti servizi educativi per la fascia d’età 0-6 anni. L’educazione di base è competenza integrata tra Stato, a cui spetta l’educazione superiore, e Municipi, ai quali spetta l’istruzione infantile. L’insegnamento di base è diviso in tre cicli: 1) 6,7,8,9 anni 2) 9,10,11,12 anni 3) 12,13,14,15 anni.Il Governo ha predisposto inoltre un fondo per lo sviluppo dell’educazione di base ed è il responsabile della valutazione nella scuola di base. A Belo Horizonte è in corso un fenomeno di miglioramento del reddito e della qualità di vita, anche se vi sono ancora numerose disparità tra regioni. Belo Horizonte investe il 30% delle entrate nell’ istruzione.Le richieste attuali sono la costruzione di stabili con spazi più adeguati ed educativi, una consistente ristrutturazione degli asili nido convenzionati e l’obiettivo finale è quello di raggiungere nel 2020 lo 0% di popolazione analfabeta. Con il progetto EDUCA lavoriamo quindi in questa prospettiva e ci ispiriamo molto all’esperienza di Reggio Emilia”.
Mrs. Graziela Tembe, Capo dell’Articolazione Politica Pedagogica della Educazione del Mozambico, insieme al Sindaco di Pemba Mr. Tagir Assimo Carimo, hanno presentato la realtà della loro terra:” In Mozambico convivono molte lingue e dialetti differenti. Riguardo alle iscrizioni scolastiche non si riesce ancora ad avere una buona percentuale, si fanno ancora campagne porta a porta per incrementarle. L’analfabetismo ha purtroppo ancora una percentuale molto elevata. L’educazione è divisa in tre cicli anche in Mozambico: 1) 1 e 2 classe, 2) 3-4-5 classe e 3) 6 e 7 classe.Il nostro obiettivo è che tutti frequentino l’insegnamento di base e sconfiggere in parte l’analfabetismo comune. In Mozambico si fa ancora lezione sotto gli alberi, ma il Governo si sta impegnando a costruire luoghi per la scolarizzazione più solidi. A Pemba troviamo 21 scuole primarie, 8 secondarie e 12 tecniche. Tutti i bambini hanno garantito l’accesso scolastico, anche se vi è ancora disparità tra uomini e donne, che spesso restano a casa o abbandonano precocemente gli studi e soffrono di pregiudizi.”
E’ stato inoltre presentato uno studio su Pemba, provincia di Cabo Delgado: sono state visitate 11 scuole,nelle diverse zone di Notite e Paquitequete e sono stati fatti diversi incontri, interviste e focus group con la collaborazione delle scuole. Solo il 4% dei bambini ha accesso all’insegnamento pre-scolastico. I risultati dello studio hanno evidenziato uno scarso rapporto tra scuola e comunità, gli insegnanti non hanno chiaro il programma scolastico, il curriculum locale non è ben definito in tutte le scuole. Gli insegnanti non hanno una formazione tecnica e le discipline delle arti e dei mestieri sono poco sviluppate perché mancano i materiali e gli insegnanti sono poco preparati. La musica, la pittura, la danza, l’arte, vengono solo fatte vedere ma non praticate. La proposta operativa è quella di fornire una formazione pratica agli insegnanti, che dovrebbero essere seguiti da specialisti dei diversi settori, introdurre materiali curricolari nuovi e creare curriculum locali comuni e equiparabili.
L’ultimo intervento della mattinata è tenuto dell’Assessore alla Educazione Iuna Sassi:” Il sistema scolastico italiano è diviso in scuole d’infanzia(dai 3-6 anni), primarie(dai 6-11 anni), secondaria di primo grado(11-14 anni) e secondaria di secondo grado( 14-19 anni). La scuola primaria nasce con l’Unità d’Italia nel 1861. La televisione ha dato un contributo fondamentale alla diffusione della lingua italiana , e questo potrebbe essere tenuto presente anche dalle altre realtà con cui ci stiamo confrontando. In Italia la scuola statale è frequentata dal 58% degli alunni nelle scuole d’infanzia, mentre nelle scuole primarie e secondarie la percentuale cresce al 90%. Vi sono in prospettiva progetti di educazione alimentare nelle scuole per riqualificare il pranzo, mobilità sostenibile fin da piccoli e scuole aperte con atelier, laboratori pomeridiani e orchestre giovanili.”








